
La costruzione di un edificio non è cosa che si possa improvvisare: troppo complessa è la sua struttura statica, funzionale, estetica, troppo articolati i rapporti che l'edificio intrattiene con il paesaggio circostante. Per progettare, architetti e designer si servono dunque di modelli, che consentono loro di simulare la costruzione e prevederne il comportamento e gli effetti sull'intorno. Nei tempi più antichi questi modelli sono stati realizzati con l'argilla, con il legno o, più semplicemente, con il disegno, ma negli ultimi anni del secolo scorso è apparso un nuovo e potente strumento di modellazione: il computer.
Il computer permette di costruire con grande facilità modelli tridimensionali e di osservarli da ogni possibile punto di vista, come se si trovassero realmente tra le nostre mani. " computer, infatti, adeguatamente programmato, è in grado di generare in tempo reale quante immagini si vogliono del modello e di simularne così la presenza. Lo schermo del computer è, dunque, una finestra aperta sullo spazio virtuale del modello, che ci permette di osservarlo e di interagire con esso, muovendolo e modificandolo.
Tuttavia, la costruzione di questi modelli, che chiamiamo "informatici", non è affatto automatica, essa ha origine nel pensiero del progettista ed è controllata dalla sua abilità di plasmare le forme tridimensionali dell'architettura e di comporle insieme. Nelle pubblicazioni che seguono, esamineremo i modelli nei loro aspetti più generali.
Per prima cosa, descriveremo in breve le fasi della costruzione di un modello; poi le sue caratteristiche essenziali, che sono le sue immagini (o viste), il "materiale" usato per costruirlo (enti geometrici o primitive grafiche), infine il luogo sul quale prevalentemente si opera durante il lavoro di costruzione (il piano di lavoro o di costruzione).
Da ultimo, prenderemo in esame le operazioni che consentono di realizzare un modello, dividendole in tre gruppi: quelle utili alla generazione delle viste del modello; quelle utili alla modifica dell'oggetto rappresentato e, infine, quelle che ne consentono la ricostruzione nello spazio.
1 commento:
Si, probabilmente lo e
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