Per uno scienziato la torre di Taipei (700.000 tonnellate) potrebbe scatenare sismi
Sotto al grattacielo più alto del mondo (508 metri), che sorge a Taipei, capitale di Taiwan, sono accaduti alcuni terremoti, il più forte dei quali di magnitudo 3,8. Bisogna precisare che si tratta a tutti gli effetti di piccoli terremoti, in grado al massimo di far cadere dei soprammobili e di spaventare le persone, anche se l'epicentro si trovasse sotto uno dei fragilissimi centri storici italiani piuttosto che sotto una metropoli ultra moderna. Cheng-Horng Un, sismologo dell'Accademia Sinica di Taipei, ha analizzato il fenomeno, concludendo che esiste una correlazione certa tra tali terremoti e la costruzione del grattacielo, iniziata nel 1998 (in precedenza il livello di sismicità era molto più basso); e che il peso dell'edificio' (700.000 tonnellate) ha comportato un aumento del carico Iitostatico di almeno 4,7 bar, un valore confrontabile con i valori degli sforzi in gioco nei terremoti. I sismi sarebbero stati generati da una piccola faglia attiva cieca (ovvero una faglia che non arriva a rompere in superficie), cosa quasi scontata se si pensa che ci troviamo in una regione del globo altamente tettonizzata, e quindi con presenza diffusa di faglie a varie scale.
Inoltre, una piccola faglia è cieca per definizione: se potessimo guardare sotto certe città italiane, Bologna per esempio, troveremmo decine di tali faglie attive, e infatti i bolognesi vengono disturbati ogni tanto da terremoti piccoli e meno piccoli.
Cheng-Horng Un si è però guardato bene dal dire che tale quadro possa scatenare terremoti più catastrofici. E per due ragioni:
O l'aumento di pressione Iitostatica indotto dal grattacielo è comunque modesto in relazione alle dimensioni lineari (almeno 10 km) e alla profondità (10-15 km) tipiche di
un terremoto potenzialmente distruttivo;
f) perché non sono attesi forti terremoti nell'area di Taipei. Quest'ultima affermazione, che va owiamente considerata con attenzione (abbiamo la massima stima della giovane sismologia di Taiwan, ma le indagini in tal senso sono state sufficientemente accurate?), contiene la chiave di lettura di tutta la notizia: una cosa è generare sforzi che potrebbero poi dar luogo a un terremoto, una cosa (molto più semplice) è innescare un processo naturale a spese di sforzi già compiuti dalle forze tettoniche globali.
Questo secondo scenario, l'innesco dei terremoti osservati negli ultimi anni a causa del sovraccarico, è molto più verosimile del primo. L’uomo è certamente responsabile dell'estinzione di molte specie animali e di numerosi fenomeni di subsidenza e erosione accelerata, ed è sicuramente sospettabile di aver introdotto elementi di modificazione del clima. Ma, anche volendo, non sarebbe in grado di creare le condizioni per futuri terremoti.
Il sistema a pannelli radianti è un sistema impianto per riscaldamento e raffrescamento degli ambienti con posa a pavimento. L'impianto è costituito da tubazioni ad alta resistenza termica e meccanica, posate tutte in un pezzo, che vengono installate su isolanti ad alte prestazioni termiche ed acustiche.
I pannelli radianti si possono abbinare alle innovative caldaie a condensazione, assicurando così un notevole risparmio energetico.
E', inoltre, l'impianto di riscaldamento ideale per sfruttare al meglio i pannelli solari come fonte di energia alternative.
Gli impianti a pannelli radianti garantiscono un elevato comfort negli ambienti grazie all'uniforme diffusione del calore su tutta la superficie della casa: l'impianto, infatti, lavora a 30-40°C evitando malsani moti convettivi dell'aria, che sono spesso causa di allergie.
L'impianto a pannelli radianti a pavimento, inoltre, facendo scorrere nelle serpentine acqua refrigerata a 15-18°C, diventa anche un impianto di climatizzazione estiva creando negli ambienti le naturali condizioni di benessere, come in una casa di montagna in una giornata estiva.
Il riscaldamento a pavimento è un impianto molto sicuro poiché utilizza tubazioni di alta qualità e con alta resistenza sia alla temperatura che alle sollecitazioni meccaniche.
I tubi dei PAVIMENTI RADIANTI vengono posati a qualche centimetro dal piano definitivo di calpestio, prima di eseguire i sottofondi per le piastrelle, per la moquette o per il parquet e generalmente con gli intonaci finiti.
Lo spessore della soletta a pavimento finito, varia secondo il tipo di isolante, il tipo di posa e secondo lo spessore del pavimento.
Generalmente gli spessori utilizzati variano da 8 a 15 cm.
Gli impianti sono generalmente posati su due tipi di solette:
A) con altezza disponibile minima di 8,5 cm dalla soletta grezza al piano di calpestio
B) con altezza minore di 8,5 cm (da 4 a 8 cm per superfici limitate)
Se l'ambiente da riscaldare è posto sopra un portico,su di un garage,su di un terrapieno su di un'altro alloggio di proprietà, la legge prevede un isolamento termico della soletta. Per i nostri impianti consigliamo lo strato di polistirene estruso o di sughero, spesso almeno 3cm, posato su di un sottofondo livellato nel quale saranno posate precedentemente tutte le altre tubazioni relative agli impianti elettrici ed idro-sanitari. Se lo spazio del piano calpestio è scarso, si può mettere l'isolante a lato dei tubi. Perimetralmente ad ogni ambiente, contro il muro e "pizzicato" con l'isolante, occorre mettere una striscia perimetrale di polistirolo o PVC espanso, spessa circa 5mm ed alta almeno 15 cm. L'eccedenza di questa striscia dovrà essere tagliata con una lama dopo la posa del pavimento e prima di porre il battiscopa. La funzione di questa striscia è di rendere indipendente il pavimento dai muri perimetrali permettendo di avere un "pavimento galleggiante" non soltanto termico ma con considerevole aumento dell'isolamento acustico con gli altri ambienti.
Se l'ambiente sottostante fa parte dello stesso alloggio o è riscaldato con regolarità, può essere sufficiente la posa di un tappetino catramato o di sughero spesso circa 5mm risvoltandolo sulle pareti di circa 15 cm. In questo caso si possono guadagnare 2cm di spessore. Su questo tappetino i nostri tecnici porranno particolari rotaiette brevettate, sulle quali verranno applicate le speciali graffette fissatubo, secondo i moduli previsti dai nostri progetti. Queste rotaiette e graffette potranno anche essere rimosse mentre si posa la caldana permettendo di porre il tubo riscaldante (per superfici limitate) con soli 4-5 cm disponibili tra il piano rustico sottostante ed il pavimento. In questi casi è indispensabile porre una griglia di rinforzo sopra i tubi per aumentare la resistenza della caldana molto sottile.